“Vuoi una cadrega??
“Sì grazie, ma senza panna!?

 

Oggi è Venerdì, quindi sorridiamo un pò.  Girando e rigirando un pò sul web ho trovato cose interessanti riguardo al Brianzolo, cioè quello che gli altri dicono e pensano di noi. E fa davvero sorridere. Sembra quasi che il vero Brianzolo sia una razza a parte, con tutti i suoi modi di dire e di fare, con la sua camminata, il suo look, i suoi slang e le sue caratteristiche che lo rendono unico al mondo.

Uno dei luoghi comuni che più ho riscontrato riguardo il Brianzolo e la Brianza è che qui da noi ci si annoia, pare che le uniche sagre riconosciute come fonte di divertimento massimo per la gente brianzola siano: La Fiera degli uccelli e la Corsa della Cadrega. Ci si annoia in quanto la Brianza è ricca, sfacciatamente ricca rispetto al resto del Hinterland Milanese e il vero Brianzolo non fa altro che lavorare nella Fabbrichetta del papi. Come se noi fossimo immuni della crisi che ha colpito l’Italia. Come se la disoccupazione nel territorio Brianzolo non possa esistere davvero.

Un’altro luogo comune appiccicato con forza sulla fronte dei Brianzoli pare sia che noi ODIAMO Milano e i milanesi. L’intero mondo civilizzato finisce a Sesto San Giovanni, per il resto c’è solo Milano, il male assoluto. Ogni buon brianzolo che si rispetti innoridisce solo all’idea di abitare a Milano: “Troppo caotica” per la logica di chi vive in un paesino di 8.000 abitanti.  E poi i Brianzoli odiano i Milanesi in quanto li ritengono troppo “fighetti” per i loro gusti. Il brianzolo trova grande sollievo nel vantarsi di vivere tra il verde  della sua terra  e non nella grigia e inquinata città. Per dare più credito alle loro parole, i brianzoli spesso e volentieri si organizzano per girare a tempo perso sulla circonvallazione di Milano con i loro camion-suv,  in modo da aumentare l’inquinamento cittadino  e poi tornare a casa (in 2 o 3 ore e rigorosamente facendo la coda in tangenziale) e poter dire “Eh ma che brutta aria che c’è giù in città”

E proprio per quanto riguarda i gusti, quelli che ci vedono da fuori pensano di noi che manchiamo totalmente di buon gusto, in quanto ci immaginano vestiti con prodotti assolutamente di marca a sfilare per le vie del centro solo per mostrare la nostra sfacciata ricchezza ed il viso lampadato. Le sfilate più in voga e più discusse sono quelle per le vie del centro di Monza e di Seregno. E’ lì che puoi riconoscere a vista d’occhio il vero Brianzolo figlio di papà.

Si legge poi che il vero Brianzolo è abitudinario, cioè frequenta sempre gli stessi posti e la stessa gente.  Non accetta il fatto di entrare in un posto e non essere riconosciuto. Di solito frequenta solo locali “fighetti” e se lo senti parlare i suoi discorsi sono i soliti: shooping, soldi e viaggi, oltre i topics classici:  auto, palestra e moto. Al Brianzolo toccagli tutto, il gatto, la sorella, la mamma ma non toccargli il week end. Il week end è sacro, se non altro per aver qualcosa da raccontare il Lunedì mattina.

Il Brianzolo doc per apparire figo è disposto a tutto, anche ad uscire senza calze nel giorno della merla, solo perchè è di moda, spendere 200 euro per un tavolino con su una bottiglia di spumante nel prive vip. Riempirsi la bocca di termini come: Apericena, Brunch, cool, glam e così via.

Il Brianzolo non cammina, corre. Non lavora, fattura. Pranza a mezzogiorno e cena alle sette, cascasse il mondo.

Generalmente il brianzolo ha un fiuto particolare per la polenta la riconosce a distanza, e con assoluta precisione da indicare grado di cottura, percentuale di crusca nella farina, presenza di aromi naturali o artificiali.

Se volete farvi odiare da un briazolo doc, non deovete mai:

  • tentare di imitarne il dialetto, ad esempio esordendo con unAnche mì son brianzol
  • sfottere Lucia dei Promessi Sposi
  • accontare di non aver mai costruito una casa in vita propria

E non finisce qui, la Brianza per chi viene da fuori è un labirinto di strade e di paesini tutti uguali dai nomi simili. Si narrano  leggende di turisti che si sono persi tra Carate e Cabiate e Cairate, o tra Cusano, Cassano, Cusago e Cassago senza avere mai più ritrovato la Milano-Meda o un qualsiasi altro modo per venirne fuori. La Brianza ha lo stesso paesaggio uniforme e monotono fatto di paesi brutti e aree industrili con atroci capannoni che si differenziano tra di loro per forma, dimensione e colore.

Ovviamente i Brianzoli hanno il loro modo di parlare, i loro slang tra cui spicca il famoso: “Bella zio” o “Stai male” oppure “Stai tranzollo” “fai il serio” “che sbatta” . Ma non dimentichiamoci nemmeno dei nonnini e delle nonnine  brianzoli, quelli che ti vedono magari un pò stanco e di conseguenza: “me pias Minga quel bagaj lì per me l’è un drugà” e poi il vero Brianzolo ha sempre fretta ed è solito dire: “Nem, osti nem”.

BELLA ZIO

 

 

 

Pare dunque che i Brianzoli siano tutti un pò pirla e un pò stronzi. Ma sono luoghi comuni e stupide leggende. I Brianzoli hanno il cuore grande e a meno che tu non sia Milanese o Terun sapranno  accoglierti  a braccia aperte.